Pupi Avati, una sconfinata adolescenza

di Giorgio Frabetti Ne La quattordicesima domenica del tempo ordinario, il regista bolognese Pupi Avati ripropone la sua “maniera”. E stanca. Stanca perché la “maniera” è ormai “manierismo”. Come nella stucchevole sequenza in bianco e nero dell’inizio (e della fine) in cui una gelateria di Bologna viene dipinta come una sorta di “taverna degli angeli”:Continua a leggere “Pupi Avati, una sconfinata adolescenza”